Parrocchia di Sestola - Le Chiese

Vesale

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Un’antica pieve che guarda al futuro

Benvenuti a Vesale, una finestra aperta sulle valli dell’Appennino e un luogo dove la storia millenaria si intreccia con il cammino di una comunità viva e operosa. Situata in una posizione panoramica invidiabile, la nostra frazione è da secoli un punto di riferimento spirituale e civile per l’intero territorio di Sestola.

Vesale non è solo un borgo, ma un custode di memorie. La nostra comunità si stringe attorno alla sua chiesa, testimone di una fede antica che ha saputo resistere al tempo. Camminare per le strade di Vesale significa calpestare la storia, ammirando portali in sasso e scorci che raccontano di un passato rurale nobile e fiero.

Santa Messa alla Domenica ore 11:00

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Situata sul "podium'' dell’antico fortilizio, la chiesa parrocchiale di S. Giorgio, con sacrestia, canonica e campanile, venne convertita nelle forme attuali dal primitivo assetto romanico credibilmente nel 1610, data riportata sulla balaustra dell'altare maggiore.
Elementi residui della fase secentesca sono la finestrella polilobata al di sopra dell'abside nonché il portale del campanile e caratterizzato da un architrave di recupero scolpito con motivi fitomorfi, di probabile derivazione romanica.

Faceva sicuramente parte della prima generazione dei castelli del Frignano, come confermerebbe la dedicazione della chiesa a S. Giorgio, santo il cui culto era particolarmente forte presso i longobardi.

Della conformazione originaria della fortezza il sito conserva l'erta selciata d'ingresso laterale, che doveva presumibilmente essere "guardata" da un rivellino ed un alto muro di rivestimento della rupe, a sostegno di una vasta piatta forma sopraelevata da cui la chiesa viene a dominare l'intero paesaggio circostante.
Poiché l'abside romanica è di origine certamente anteriore rispetto all'epoca di distruzione del castello, si può affermare che essa rappresenti l'unico resto visibile dell'antica struttura fortificata anche se, si dice, esisterebbero tuttora gli sbocchi delle gallerie di fuga scavate al di sotto della rupe.



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La facciata è delimitata da paraste di sostegno ad un timpano piuttosto schiacciato, affiancate da altre due lesene di minore altezza, concluse da alti cippi piramidali e raccordate al resto del prospetto da un setto murario a margine superiore curvilineo. AI centro si apre un portale architravato, provvisto di timpano, con rosone sovrastante.

La parte più interessante risulta l'emiciclo absidale romanico , eseguito in pietra con un perfetto apparecchio pseudoisodomo. Esso poggia su una banchina leggermente sporgente ed è concluso da una cornice a sguscio su archetti pensili molto corrosi, di forma archiacuta , campiti all'interno da un trilobo alternato a parti lisce, secondo un' iconografia propria di un momento di transizione dal romanico al gotico, riscontrabile anche nell'abside di Monteobizzo presso Pavullo.

I peducci degli archetti posano su mensoline scolpite in forma di foglia: figurano nondimeno due teste e, quasi al centro, un animale visto lateralmente, che ricorda i leoncini di Monteobizzo.

L' illuminazione proveniva da due strette monofore a doppia strombatura liscia, attualmente tamponate.



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L’interno della chiesa è a navata unica, rettangolare, coperta da una volta a sesto ribassata e affiancata da sei cappelle voltate a botte; laterale all'ingresso principale altre due cappelline, quella di sinistra ospita il fonte battesimale. La zona presbiteriale, ricavata tra il coro e la sala è coperta da una bella volta a cupola affrescata, l’abside semicircolare conclude l’edificio.

I testi sopra riportati, relativi alla storia della chiesa, sono presi dal sito "Le Chiese delle Diocesi italiane" gestito dall'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto e Servizio Informatico della Conferenza Episcopale Italiana. Si riporta per completezza il link al sito in oggetto ed alla pagina riportante i "termini d'uso".

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