Parrocchia di Sestola - Madonna del Santo Rosario
La prima domenica di ottobre per tutta la comunità di Sestola è da sempre un giorno di festa, dedicato alla Madonna del Santo Rosario, protettrice del nostro paese e dei suoi abitanti.
Anche se gli anni passano e le generazioni di sestolesi si susseguono, da decenni rimane viva e sentita una particolare tradizione, per rendere più solenne e suggestiva questa festività mariana, ancora oggi molto partecipata, ovvero il lancio del cosiddetto “pallone di Sincero”.
Quest’ultimo non è altro che una sorta di mongolfiera di forma ovale, formata da tanti spicchi di carta colorata, incollati l’uno all’altro. All’interno è interamente vuoto, ha una base circolare in fil di ferro e, al centro di quest’ultima, un recipiente tale da contenere il combustibile per il volo (di solito diavolina e batuffoli di cotone impregnati di alcol).
Per completare il lancio, il pallone viene tenuto sospeso in alto su di un fuoco, acceso a terra, perché possa riempirsi gradualmente di aria calda e quindi man mano dilatarsi. Quando la mongolfiera è pronta, si infiamma il combustibile e si effettua il tanto atteso lancio. Tutti gli spettatori, dopo aver osservato con interesse le fasi preparatorie precedenti la partenza del pallone, seguono con gli occhi fissi verso l’alto le sue bizzarre evoluzioni in cielo, spinto dal vento nelle direzioni più disparate.
Oggi come allora il lavoro per la preparazione del pallone necessita di diversi giorni e prevede varie fasi: prima si ritagliano minuziosamente i fogli di carta velina, per poi incollarli uno all’altro (oggi utilizzando il vinavil, mentre un tempo una colla home made, ottenuta semplicemente miscelando acqua e farina).
Successivamente si passa alla costruzione dell’anello fatto di filo metallico che costituisce il bordo d’apertura alla base del pallone.
Ma perché tutti lo conosciamo come il “pallone di Sincero”? E soprattutto chi era questo Sincero?
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Sincero Ugolini è stato il primo sestolese ad occuparsi della costruzione e del lancio dei palloni. Era la sua grande passione, tanto che almeno dalla seconda metà del secolo scorso non vi era festa religiosa o sagra paesana in cui non vi fosse il suo intervento.
Cessata l’attività da parte di Sincero, questa fu portata aventi per molti anni da Giacomino Zecchini.
Alla sua morte poi il pallone venne realizzato per qualche anno dai membri della comunità “La Guedrara” e, in seguito, per i successivi 4 anni da Pellegrino (Rino) Lenzini a nome dell’associazione AVAP Sestola.
Da circa una quindicina d’anni la realizzazione del pallone è gestita dal gruppo di volontari della parrocchia di Sestola, nonché amici di lunga data, formato da Fabio Serafini, Franco Sasso, Vincenzo Magnani, Vittorio Merlini e Giovanni Flori, che nelle 2 o 3 settimane precedenti la festa della Madonna del Rosario si incontrano presso la Saletta San Domenico, “armati” di carta velina, colla vinilica e tanta buona volontà!
Quello del “pallone di Sincero è uno spettacolo semplice ma suggestivo, ormai irrinunciabile, non solo perchè fa parte delle nostre tradizioni più caratteristiche, ma anche perché vuole essere un gesto simbolico con cui tutti noi fedeli alla Madonna del Rosario vogliamo innalzare a Lei le nostre intenzioni e le nostre preghiere!
Un ringraziamento particolare ad “Angela” Menetti e “Rino” Lenzini per le testimonianze orali.
Testo di Gabriele Sasso - Bibliografia: Maria Grazia Zecchini, E’ balùn ed Sincero, E’ Scamàdul n.1 (1972)